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Alimentazione

Caciocavallo una Storia di Bontà

caciocavallo

Ma quanto è buono il caciocavallo palermitano simbolo della tradizione e della storia casearia del territorio. Quello “di Godrano”, dal nome del piccolo comune vicino Palermo, è un formaggio di antica tradizione, oggi presidio Slow Food, prodotto anche nel Corleonese e nelle zone limitrofe. Il “fiore a quattro facce,” dal sapore avvolgente ha alti valori nutritivi ed è prodotto con latte proveniente da vacche di razza autoctona, come la Cinisara, che pascolano libere tra boschi e colline. Può essere consumato fresco stagionato da poche settimane oppure con stagionatura di sei mesi, portato in tavola anche per essere grattugiato su varie pietanze.

caciocavallo

Se ci spostiamo invece nella parte più barocca della Sicilia ecco un’altra delizia: il caciocavallo fresco ragusano. Un DOP semiduro a pasta filata, prodotto con solo latte crudo vaccino, caglio e fermenti lattici, dal sapore dolce che può diventare molto piccante a stagionatura avanzata.

E per chi volesse sapere qualcosa in più sul nome di questo formaggio delizioso ecco svelato il segreto: il Cosacavaddu si chiama così per via della tecnica di asciugatura, cioè quella abitudine dei pastori di legare con una fune le forme di formaggio a coppia e di porle ad asciugare a cavallo di una trave.

Perché in due si è più buoni!

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