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Arte e Cultura

RENATO LEOTTA E IL GIARDINO MEDITERRANEO

La Fondazione Radicepura di Giarre ospita, sino al prossimo 19 dicembre, la mostra di Renato Leotta, “Appunti sul giardino: capperi, castagni, carrubi…”. Si tratta di una esposizione di fotografie stampate ai sali d’argento e di film in 16 millimetri, concepita come raccolta di appunti sulla natura del versante est delle pendici dell’Etna: protagonista la relazione tra la flora indigena e il vulcano su cui questa prospera rigogliosa. La costa ionica della Sicilia Orientale ha caratteristiche uniche nella conformazione geografica e botanica del suo territorio e costituisce solo uno dei tanti volti possibili del paesaggio Mediterraneo, dal legno degli ulivi fino alle sabbie del Sahara.

L’artista Renato Leotta nato a Torino, di origini acesi – co-fondatore del centro per l’arte Cripta747 di Torino e dell’Istituto Sicilia per l’Arte e il Paesaggio – è intimamente legato al territorio siciliano. La sua opera usa il paesaggio come soggetto, nei suoi processi di osservazione tenta di identificare e circoscrivere una serie d’immagini – visualizzate attraverso numerosi media – che contengono un carattere universale, pur essendo in relazione con un tempo e uno spazio specifico. La collezione di appunti dell’artista costituisce una riflessione su un aspetto peculiare del giardino Mediterraneo, dove la presenza generosa della natura assorbe il tempo in una durata indefinita, scandita da un continuo rinnovamento in cui s’inserisce anche l’opera dell’uomo.

Lo sguardo di Renato Leotta si sposa perfettamente con la nostra idea di giardino, e stupisce la sua capacità di raccontare temi complessi in maniera semplice grazie alle sue immagini che restituiscono il movimento, l’alternarsi del tempo, di secoli in cui si è costruita la nostra storia mediterranea. A noi il compito di ritornare sulle nostre tracce e riuscire a inserirci in questo moto perpetuo e inarrestabile che ci ha portati fino ad oggi”, ha commentato Mario Faro, Vice Presidente della Fondazione Radicepura.

La natura generosa assorbe il tempo in una durata indefinita, scandita da un continuo rinnovamento in cui si alterna il ritmo delle stagioni e l’imprevedibilità delle piogge vulcaniche. Registrando il processo di caduta della cenere sulla superficie fotografica, l’artista produce, insieme alla natura, l’immagine del cielo. Come nel giardino, in cui l’uomo opera in armonia con la terra, così le immagini registrate raccontano il paesaggio, misurando il tempo e immortalando il palpito della natura in questo angolo di Mediterraneo. Il lavoro diventa un’affermazione di unità tra uomo e natura, che rende superflua la distinzione tra l’uno e l’altra nella somma del concetto di cultura. Riportandoci alla storia dei luoghi quando nel 1922, la “bellezza naturale” di un castagno poco distante da Giarre, è dichiarata soggetta a speciale protezione al pari di immobili con “particolare relazione alla storia civile e letteraria”, riportando in vita un sentire atavico di rispetto e protezione di alberi che da tempi secolari abitano questa terra fortunata, riallacciando nodi di storie e trame già scritte sul territorio siciliano.

L’evento è realizzato con il patrocinio dell’Assessorato del turismo, sport e spettacolo della Regione Sicilia.

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